Corsi di Teatro a Roma

Corsi di teatro a Roma della Scuola la Pietra Parla condotta da Tiziana Lucattini, direzione artistica della Compagnia Ruotalibera, e Fabio Traversa, attore storico della stessa, nascono nel 2000 con il nome La pietra parla, omaggio a Bertolt Brecht e ad una delle sue opere più da noi amate, Madre Coraggio. Il nome è ispirato ad una frase degli scritti di regia di Brecht – Kattrin è la ragazza muta di Madre Coraggio, che riesce a trovare la sua voce e a farsi sentire attraverso il suono di un tamburo con il quale sveglia e salva, a costo della sua vita, l’addormentata città di Halle. Un omaggio al drammaturgo ed anche una forte metafora, l’arte, la determinazione, la solidarietà, il coraggio possono svegliare dal torpore e far trovare la propria voce.

 

Negli anni con gli allievi abbiamo affrontato, nei vari corsi di teatro, testi di drammaturgia classica e contemporanea, con studi e spettacoli da Aristofane a Shakespeare, da Cechov a Ibsen, da Williams ad Osborne, da Miller a Hemingway, da Brecht a Ayckbourn, da Pinter alla Kane, da Beckett a Berkoff. Passando per Pasolini e Fellini. Un bagaglio e un magazzino nutrito.

 

Da quando i corsi di teatro a Roma sono partiti, nella vecchia sede di Vicolo della Torre a Trastevere, nei primi anni duemila, molti degli stessi giovani allievi al termine del percorso formativo sono stati inseriti professionalmente nei nostri spettacoli.

Il Teatro

CENTRALE PRENESTE TEATRO per le NUOVE GENERAZIONI

LO SCOPO DELLA SCUOLA

E’ un percorso che mira all’atto creativo attraverso la pedagogia, le tecniche e gli insegnamenti di cui ci hanno nutrito i grandi maestri di teatro e la personale pratica ed esperienza teatrale di chi dirige la scuola e degli insegnanti che l’hanno attraversata.

I corsi di teatro a Roma sono aperti a tutti, hanno frequenza settimanale all’inizio del percorso, ma poi si intensificano nel corso dell’anno.

Il lavoro propone diverse fasi, pre-espressive ed espressive. 

corsi di teatro a roma

Fase Pre Espressiva

Forse questa è la fase più sottile del lavoro, si occupa di portare gli allievi a sviluppare una consapevolezza fisica ed emotiva di sé che faccia percepire una qualità di energia diversa da quella del quotidiano. Nel quotidiano il corpo può permettersi di essere incontrollato, distratto, teso, generico, impreciso. Nell’arte, nel teatro no. Qui gesti (parole) non necessari inquinano. Qui abbiamo bisogno di quella chiarezza ed essenzialità proprie di un’energia speciale, quella del corpo extra-quotidiano. Questo corpo non è “dato”, lo si conquista con l’allenamento. Gli esercizi che si ripercorrono durante il training sulla respirazione, sulla percezione di sé e dello spazio, dei propri appoggi, del proprio centro ed equilibrio, di scioglimento delle tensioni fisiche e stretching, sono di per sé “neutrali”, diventano esercizi di consapevolezza e evoluzione se l’allievo si pone in ascolto in modo sottile del proprio corpo, dei propri bisogni. Nella fase pre-espressiva per costruire una presenza scenica, accanto al training di base, è essenziale la consapevolezza sensoriale. Anch’essa deve essere esercitata, i sensi tutti devono essere risvegliati tramite l’allenamento, parola chiave.

Ti aspettiamo ai nostri corsi di teatro a Roma

Corsi di teatro a roma

Fase Espressiva

Il corpo sensibilizzato e presente a se stesso è pronto per accogliere “intenzioni” espressive e tradurle in un linguaggio di segni fisici chiari, dove - sia in una fase di improvvisazioni sia in una successiva di costruzione del personaggio - l’intenzione dell’attore, l’azione che ne consegue, l’ emotività che comporta e la parola che corrisponde alle sue necessità, siano “allineate”, armoniche, non dissonanti. Necessarie, appunto. Necessaria è l'azione che impegna l'intero corpo, che ne muta la tonicità e l'energia. L’attore, preparato nella fase pre-espressiva al processo creativo e al modellamento della propria presenza scenica, affronta la fase espressiva e riconnette il lavoro fatto in precedenza, all’ambito del “senso” e della comunicazione, proiettandosi verso la “rappresentazione”. Se l’obiettivo principale della prima fase è infatti esplorare l’energia extra-quotidiana e sensibilizzare la propria presenza, l’obiettivo della seconda fase è quello di spostarsi dalla logica del processo a quella del risultato, per proiettarsi verso quell’unità organica composta per lo spettatore che chiamiamo rappresentazione. In questa fase improvvisazioni sceniche e giochi teatrali sono incanalati in direzioni ed intenzioni precise.
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lo spettacolo

L’intensa attività formativa ogni anno trova la sua necessaria conclusione nella costruzione di uno spettacolo teatrale al cui tema, o al cui testo, gli allievi cominciano a lavorare già nella seconda metà dell’anno di laboratorio, tramite improvvisazioni, letture, riflessioni comuni. L’esperienza della messa in scena, con tutto quello che comporta, prove, ripetizione, tempo dedicato, danno la possibilità all’allievo di verificare e allenare la propria capacità di resistenza, altra parola chiave del nostro lavoro, di affrontare e superare gli ostacoli, fra cui la frustrazione, la noia, la stanchezza, rendendo dunque più reale l’esperienza, e danno la possibilità - nelle repliche - di affinare la propria pratica di creazione e ricreazione di una azione scenica, di un’intenzione, di un lavoro sensoriale. Il bravo attore non è colui che in uno sprazzo creativo mette su un’improvvisazione toccante, ma colui che sa ripetere senza ripetere, che sa in una parola ricreare. Altra parola chiave. Nelle repliche infine l’attore acquisisce fiducia e libertà, il pubblico non è un nemico ma un alleato, un testimone attivo e lo spettacolo si compie in questa relazione. E l'attore, garantito, si diverte!

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Cerchi dei corsi di teatro a Roma

Corso del Mercoledì

Corso del Giovedì

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Direzione artistica

Tiziana Lucattini

TIZIANA LUCATTINI

Tiziana Lucattini dirige Ruotalibera continuativamente dal 1991. Attrice, regista di autori classici e contemporanei e drammaturga. Riceve riconoscimenti per un teatro della necessità con il premio ETI – Stregagatto ‘92 per Scarpette rosse, testo pubblicato nella sua versione francese Les Souliers Rouges dalla casa editrice L’École des loisirs, Paris 96. Successivamente viene tradotto in tedesco, inglese, spagnolo e fiammingo e portato in scena in diverse città europee – Lille, Lione, Strasburgo, Avignone, Berlino, Madrid, Anversa, e negli US (New York City – Fringe Festival; Università del Massachusetts). Nel 2003 riceve la Menzione Speciale ETI per Il bambino che non c’è, ideato in collaborazione con Daria De Florian e portato a Lille e Lione nella sua versione francese Neige noir. Diversi suoi altri testi – Piccoli Uomini, La Macchia di Don Chisciotte, La notte della Buffania, Le Caprette e il Lupo, vengono tradotti e messi in scena in Francia, Irlanda, Spagna. Dal 2000 nella realizzazione dei suoi spettacoli collabora strettamente con Fabio Traversa. Formatrice teatrale dal 1998, riceve riconoscimenti internazionali (2010-2012 Progetto di Formazione Teatrale Euro Theatre, Università del Vermont, USA). Coinvolge nei suoi progetti nuove formazioni e giovani attori, molti dei quali formati nei corsi di teatro a Roma presso la scuola La Pietra Parla.

 

Fabio Traversa

Fabio TRAVERSA

Fabio Traversa, attore di cinema, teatro e televisione, immagine amata e legata a personaggi cult del cinema italiano (ha esordito con Nanni Moretti, ha lavorato tra gli altri con Carlo Verdone ed altri registi italiani e stranieri), collabora stabilmente con Ruotalibera – Teatro Centrale Preneste – dal ‘95, occupandosi di spettacoli di rilevanza nazionale e europea per l’infanzia e i giovani (tournée in Francia, Spagna, Irlanda, recitando nella lingua dei diversi paesi), come attore/coautore/regista e di letture sceniche ed interculturali nelle Biblioteche romane, e di formazione nei corsi di Teatro a Roma. Collabora con artisti visivi e performer della scena romana presso teatri come Teatro Furio Camillo, Colosseo, Ghione, Cometa. Ha esperienze di linguaggio video-cinematografico e video-teatro con adolescenti e attori non professionisti. Ha realizzato corti come autore ed attore. Collabora da anni con musicisti in spettacoli concerti, e con video maker in spettacoli multimediali.

Amiamo il nostro lavoro

“Credo che se continuo a fare teatro è perché esso mi permette di incontrare uomini e donne che non si sentono a loro agio nelle loro condizioni e continuano ad alzarsi in punta di piedi come se un giorno potessero volare”

 da Eugenio Barba – Teatro solitudine mestiere e rivolta

Le parole di Barba continuano ad ispirare la nostra pratica perché la condividiamo profondamente: è una mancanza spesso che spinge a fare teatro, un’aspirazione dunque, verso l’alto, verso un’utopia, una trasformazione, un atto creativo.

Esercizio

L'esercizio è un momento personale dell'allieva e dell'allievo che nel corso del laboratorio pratica e sperimenta, impara a conoscersi, a maturare un suo proprio linguaggio, delle corrispondenze di segni e intenzioni, a sensibilizzare la propria sensorialità, a creare un suo proprio magazzino fisico spirituale artistico. Gli esercizi e i giochi teatrali non sono mai fini a se stessi. Fanno aprire all'ascolto e all'attenzione. Potenziare per esempio i propri addominali riporta ad un ascolto del proprio centro di energia, della propria resistenza e della propria volontà.

Passione

Si può incontrare per la strada, la passione. Si può iniziare timidamente e con qualche diffidenza, annusare l'aria, e poi l'apertura e il divertimento fanno il resto. Non è per forza la fulminazione sulla Via di Damasco, la passione si costruisce, si raffina, si perde, si ritrova. E sì, divertimento o meglio piacere perché questo percorso si fa anche per stare meglio, avere un contatto, aprirsi, conoscere, mettersi alla prova, superarsi, concedersi generosamente, trovare un tipo di libertà speciale che è il contrario del non avere limiti. Darsi limiti creativi fa scoprire molte cose.

Impegno

Impegno è una parola che non ci deve spaventare, sempre che si voglia raggiungere un obiettivo. La capacità di impegnarsi si costruisce, anche qui, con l'allenamento. Il training insegna questo: assumere un atteggiamento nei confronti del mestiere dell'attore che è un intersecarsi di tecnica ed etica, un comportamento extra-quotidiano in scena e una responsabilità nei confronti della professione, del gruppo con cui si lavora, e del contesto sociale in cui si vive. E questo anche se si affronta per gioco l'avventura del teatro. Il gioco ha delle regole. E' divertente per questo. Coraggio dunque, e buon divertimento!

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